SOSTEGNO EXTRA SCOLASTICO:

 

COMUNE DI RODENGO SAIANO

Progetto: Non solo compiti, famiglie al centro

L’Associazione Il Baule della Solidarietà è presente sul territorio di Rodengo Saiano dal 2009, con il mercatino l’Usato come Risorsa. Ciò che sta alla base dell’attività dei volontari è l’idea che la solidarietà possa sostenere e migliorare il vivere civile e che il dono del proprio tempo possa essere risorsa per incontrare i bisogni altrui.

Storicamente l’Associazione ha sempre lavorato per sostenere progetti di cooperazione  all’estero, in particolare in Romania, ma ultimamente è nato il desiderio di creare una rete più stretta con la popolazione di Rodengo Saiano, per far fronte ai bisogni emergenti di conciliazione dei tempi casa-famiglia.

Abbiamo immaginato di offrire un servizio pomeridiano alle famiglie dei bambini della Scuola Primaria, attraverso l’attivazione di uno spazio ricreativo ed educativo di doposcuola nei giorni martedì e giovedì, dalle 14.30 alle 18.00, per agevolare le famiglie che abbiano la necessità di organizzare il tempo dei figli tutti i pomeriggi. Il servizio, che si svolgerà a Rodengo Saiano, verrà avviato a partire dal 2 di ottobre, seguendo il calendario scolastico.

Stiamo, pertanto, cercando volontari disponibili per un pomeriggio la settimana (il martedì o il giovedì) o ogni 15 giorni, privilegiando giovani dai 16 ai 25 anni, che abbiano il desiderio di stare con bambini della scuola primaria per attività di aiuto allo studio e ricreative.

Per ulteriori informazioni e disponibilità è possibile contattare il referente del servizio:

Michele Brescianini, tel. 393 9789556 o 030 6811331, mail: info@puntomissioneonlus.org

Video anno 2012:  http://www.youtube.com/watch?v=aYRqW4_o7J8&feature=youtu.be

 

 

BRESCIA: PROGETTO EMERA

Il Progetto Emera nasce da un’idea condivisa di un gruppo di associazioni quali l’ABFA, Il Baule della Solidarietà e l’Associazione Risorsa Famiglia.

Un’accurata analisi delle esigenze del territorio del quartiere Lamarmora, ha evidenziato diverse criticità tra cui, in particolare, una evidente scarsità di strutture di supporto alle famiglie ed un elevato numero di minori. I numerosi incontri con le varie realtà territoriali che si occupano di minori, in particolare della fascia d’età 6/14 anni, l’analisi di Piani di Zona e l’attività di confronto e scambio tra i vari responsabili delle organizzazioni coinvolte, i referenti della Parrocchia di quartiere “San Giacinto”, i referenti istituzionali del settore Servizi Sociali, Istruzione, Sicurezza e Polizia Locale hanno fatto emergere un quadro territoriale in cui, in questo particolare momento storico, alle tradizionali fragilità di anziani, di famiglie monogenitoriali o con più figli, di stranieri con problemi di integrazione, si aggiungono sempre più criticità economiche e sociali di famiglie fino ad ora non considerate a rischio povertà, ma indebolite dal periodo particolarmente difficile che porta alla luce problemi di ricollocazione lavorativa, problemi abitativi, vulnerabilità all’interno della coppia e una tendenza alla disgregazione delle relazioni sociali.

Dall’analisi del Piano di Zona Brescia/Collebeato 2012/2014 e dal confronto con la realtà parrocchiale del quartiere (Parrocchia San Giacinto) e l’Associazione Risorsa Famiglia, che ha sede ed opera nel contesto d’intervento, emerge inoltre come le criticità si attestino principalmente sui seguenti livelli:

-          nuclei monogenitoriali;

-          nuclei stranieri con figli minori;

-          nuclei italiani e stranieri in forte disagio economico.

Il principale e più significativo bisogno rilevato nel contesto di intervento è quello, sollevato dalla maggioranza delle famiglie, di avere un punto di riferimento al quale rivolgersi per affidare i propri figli in relazione alle necessità. Molto spesso le richieste dei genitori si riferiscono alla mancanza di un luogo adeguato e persone disponibili per l’affidamento dei bambini, non solo nei momenti di emergenza o di temporanea difficoltà, ma anche nella quotidianità.

È proprio in questo contesto che si inserisce il Progetto Emera: attraverso un attento ascolto dei bisogni primari del bambino in difficoltà cercare di cogliere gli elementi di fragilità presenti nel rapporto bambino-famiglia e famiglia-contesto sociale. Tanti e diversificati sono i segnali che possono arrivare da un attento e specialistico studio dei comportamenti di un bambino – nei suoi momenti di doposcuola come in quelli di socializzazione – ed è necessario partire proprio da questo, congiuntamente ad un intrecciarsi di relazioni con la famiglia stessa, per concretizzare un supporto da dare al bambino stesso ed alla sua famiglia.

In molti casi è la famiglia, nel suo complesso, che necessita di riferimento affidabile, non solo per gestire al meglio il tempo lavorativo ed educativo, ma anche al fine di  ricevere un supporto per poter essere meglio instradata su un  percorso più consono ed affrontare, con la certezza della presenza di precisi riferimenti, le difficoltà e i percorsi che ogni famiglia è tenuta ad intraprendere.

È evidente quindi la necessità di garantire il benessere dei bambini e dei ragazzi nel proprio contesto di vita, offrendo riferimenti stabili nell’accompagnamento e nel confronto educativo in stretta integrazione con gli enti pubblici e privati presenti sul territorio, contemporaneamente creando uno spazio all’interno del quale sia possibile fornire un supporto concreto alle famiglie nella gestione dei figli minori. L’ottica di azione è quella della prevenzione e dello stimolo alla solidarietà all’interno della comunità stessa per suscitare, nel tempo, un rapporto di collaborazione e condivisione tra famiglie, italiane e straniere, presenti nell’area d’intervento.

 

L’obiettivo generale del Progetto Emera è quello di contribuire, in maniera significativa, ad un miglioramento delle condizioni di benessere della comunità territoriale di riferimento, dando delle risposte concrete ai bisogni riscontrati ed analizzati, attraverso il potenziamento e lo sviluppo di reti di sostegno e servizi di prossimità, che agiscano, non solo per il soddisfacimento dei bisogni, ma anche come impulso all’attivazione di risorse presenti nella comunità, fino ad oggi non sufficientemente valorizzate, consentendo  ai soggetti deboli, che normalmente hanno difficoltà ad accedere al sistema dei servizi tradizionali, di fruire in maniera facilitata ai servizi di cui necessitano.

Le famiglie stesse, anche di diversa provenienza, possono divenire una risorsa preziosa per l’intera comunità. L’ottica di intervento è volta infatti a spronare e supportare la reciproca conoscenza familiare, per arrivare alla creazione di legami solidali che possano giovare alla crescita di un tessuto sociale coeso, in cui anche i soggetti più deboli possano giovare dei servizi di cui necessitano e condividere le risorse a disposizione della comunità.

L’azione proposta è volta ad intervenire in un’ottica di integrazione, mediazione e promozione della coesione sociale al fine di prevenire e contrastare situazioni di isolamento o intolleranza e favorire la creazione di un contesto più sicuro.

La realizzazione del progetto è affidata ad un gruppo di lavoro composto sia da professionisti che da volontari, che mettono in campo le loro specificità lavorando però in costante sinergia. 

 

Secondo gli intenti del Progetto Emera si verrebbe quindi a creare una vera e propria rete solidaristica tra le famiglie stesse  che, in questo modo, sarebbero spronate a trovare, all’interno della loro stessa realtà, le opportune risorse per affrontare le diverse situazioni di disagio. Il supporto delle figure professionali e dei volontari coinvolti nel Progetto Emera sarebbe dunque quello di fornire gli adeguati riferimenti per i bambini – sostenendo lo svolgimento dei compiti e favorendo la socializzazione tra i bambini coinvolti (provenienti da diverse realtà sia sociali che culturali) – e, allo stesso tempo, di favorire l’incontro tra le famiglie stesse aiutandole nel loro rapporto educativo con i bambini ma anche nel relazionarsi con le realtà sociali circostanti.

Nella realtà presa in esame, molte famiglie sono monogenitoriali, quindi necessitano, spesso, di un concreto supporto in ambito educativo, mentre alle famiglie di recente immigrazione verrà rivolta un’attenzione specifica, al fine di favorire una loro reale integrazione all’interno del tessuto sociale di riferimento.

 

Il servizio pomeridiano di supporto allo svolgimento dei compiti scolastici e di tipo ricreativo – così come i momenti di incontro con le famiglie – si svolgerà presso i locali della Parrocchia San Giacinto e accoglierà i bambini, italiani e stranieri, residenti nell’area di intervento, di età compresa tra i 6 e gli 11 anni: saranno alunni delle scuole primarie “Canossi”  e “Crispi” di Brescia, per un numero massimo di 24 bambini, segnalati dalle rispettive scuole (la speranza è, comunque, quella di poter in seguito implementare il numero di bambini, relativamente al consolidarsi del servizio stesso nell’area di intervento). Ci si vuole rivolgere in particolare a quei bambini che presentano difficoltà di varia natura e che hanno maggiormente bisogno di un supporto educativo concreto.

I genitori di questi bambini verranno incontrati e, sulla base delle loro esigenze, ci si preoccuperà di fornire un adeguato sostegno nei loro bisogni educativi e relazionali (con un certo grado di attenzione anche al problema della dispersione scolastica) con lo specifico intento di creare una opportuna rete interfamiliare di tipo solidaristico che possa fornire a ciascun nucleo familiare il giusto supporto ed aiuto nell’affrontare i problemi del vivere quotidiano.

 

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